Le riflessioni del Vescovo sulla “Parrocchia che verrà”

Una fotografia puntuale e precisa della situazione delle parrocchie in tempo di covid da parte del Vescovo Nazzareno Marconi

Bella, davvero bella la lettera pastorale del nostro Vescovo Nazzareno, una fotografia puntuale e precisa della situazione che stanno vivendo le parrocchie oggi in tempo di covid. E’ certamente un tempo nuovo, che nessuno si sarebbe mai immaginato di dover affrontare solo qualche mese fa, ovviamente anche per la Chiesa e per le parrocchie, un tempo che ci invita tutti a riflettere sul senso della vita e sulla missione della Chiesa oggi alla luce di grandi cambiamenti, in atto e futuri, nella nostra società.
Tanti gli spunti interessanti illustrati dal Vescovo Nazzareno: sicuramente lo è quello riguardante l’evangelizzazione dei giovani ed il rapporto tra giovani e carità, l’esigenza di “aprire” il cuore dei ragazzi al servizio, all’attenzione nei confronti di chi ha più bisogno (“Che tutta la Diocesi si impegni a favorire il coinvolgimento dei giovani nella azione caritativa“).

Molto significative anche le parole rivolte all’annuncio del Vangelo: “Questo significa, Evangelizzare a partire dal kerigma, come esorta Papa Francesco. Non si tratta di ripetere ossessivamente una formula: “Gesù è morto e risorto per salvarti!”, ma di farne comprendere e sperimentare esistenzialmente il significato: il Gesù che scopro ascoltando il Vangelo non è lontano nel tempo e nello spazio da me, ma è vivo e presente nella mia vita, si interessa di me, e con la potenza della sua resurrezione e la forza dello spirito Santo che mi dona, agisce concretamente nella mia vita per operare la salvezza. Non solo una salvezza che renda la mia vita realizzata in pieno quando sarò in cielo, ma l’inizio concreto e reale di questa pienezza già qui sulla
terra, mescolata però come dice Gesù con grande realismo, con croci e persecuzioni. Il kerigma infatti
annuncia che la vita con Dio può essere bella e piena di significato anche se è attraversata dall’ombra
della croce e dal mistero della sofferenza innocente, purché sia vissuta in unione profonda con Gesù
e con i fratelli in quella famiglia della fede che si chiama la Chiesa
”.

Grazie Eccellenza per l’ennesima “perla”: sarà una guida utilissima per il riavvio delle attività pastorali per la nuova stagione, covid permettendo.